Fuoricampo

Cuba, Messico, Nicaragua, Brooklyn Dodgers ed altri mondi che ruotano intorno al baseball…

Archivio per la categoria ‘Negro Leagues’

Nice guys finish first (by Monte Irvin and James A. Riley)

Pubblicato da fuoricampo su 15 Febbraio 2009

nice-guys-finish-first(388gt) Nice guys finish first (by Monte Irvin e James A. Riley)

Per chi non l’ha vissuto è veramente difficile da credersi. Ed a volte le testimonianze ed i libri non sono riusciti pienamente a dare l’idea di cosa abbia significato la segregazione e il razzismo strisciante che hanno torturato la vita quotidiana della società americana fino ad ancor pochi anni fa. Il celebrato Monte Irvin con la sua autobiografia ha voluto darci un contributo di coraggio, forza, pazienza e signorilità in cui ha chiaramente descritto attraverso quali controversie è dovuto transitare per riuscire ad attingere ai livelli di eccellenza a cui è arrivato. E che sono culminati con il trionfo nelle World Series del 1954 e con l’introduzione nella Hall of Fame nel 1973. Irvin con grande lucidità descrive i tempi della discriminazione nella Negro League in cui militò sempre con i Newark Eagles di Abe ed Effa Manley ed in cui assurse ai massimi livelli del baseball statunitense assieme a calibri come Josh Gibson, Ray Dandridge e Satchel Paige. E quando temeva di non riuscirci eccolo rilasciato (clamoroso errore!!!) dai Brooklyn Dodgers di Branch Rickey ed arrivare alla corte dei New York Giants del rissoso e provocatorio Leo Durocher. Oltre mezzo secolo di vita nel baseball, un’immagine di educazione e bontà infinita e mai macchiata da alcun gesto di maleducazione o aggressività. Nessuno ha mai potuto parlare male di Monte Irvin, a differenza di Jackie Robinson ad esempio di cui lo stesso Irvin tratta nel libro rivelandoci alcuni fatti poco noti. E di Jackie il nostro Irvin ammette: “sono stato invidioso del fatto che sia stato lui a rompere la Color Barrier. Dovevo essere io e non lui. Ma lui è stato un grande”.

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South of the Color Barrier (by John Virtue)

Pubblicato da fuoricampo su 22 Gennaio 2009

sotcbarrier(293gt) South of the Color Barrier
“How Jorge Pasquel and the Mexican League pushed baseball toward racial integration”

C’era una volta il multimiliardario messicano Jorge Pasquel. Un dinamico, poliedrico e controverso personaggio nativo di Veracruz, che capendo di essere anni luce avanti anche ai padroni dei club di Major League, decise di creare la “sua” lega nel “suo” paese inizialmente mettendo sotto contratto fior fiore di giocatori discriminati per via del colore della pelle per poi attirare anche esseri umani dalla pelle bianchissima. Perché pecunia non olet e Jorge Pasquel alla fine degli anni ‘30 dello scorso secolo era l’uomo più potente del suo paese, peraltro amicone dei vari presidenti di turno della Repubblica. Dagli Azules de Veracruz a Ray Dandridge, da Monte Irvin a Martín Dihigo, da Ramón Bragaña agli Alijadores de Tampico, da Josh Gibson a Sal Maglie: per un decennio le irrinunciabili offerte di Pasquel e dei suoi quattro fratelli contribuirono a costruire la Liga Mexicana de Béisbol ed a farne un’organizzazione che sfidò le razziste franchigie della MLB troppo legate a vecchi canoni gestionali e culturali e che, per non perdere assi del calibro di Stan Musial, Ted Williams ecc dovettero cambiare parte delle loro policies. Ne seguì anche, nel 1947, il crollo della barriera di colore con l’arrivo del leggendario Jackie Robinson ai Brooklyn Dodgers. Tra gesta di machismo, donne stupende, fiumi di denaro, un amore infinito per il baseball e la difesa del proprio orgullo latino fu questa l’esistenza di Jorge Pasquel. Capace anche di ammazzare un provocatore in un regolare duello con la pistola…

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Un club leggendario: i Bismarck Churchills e la saga di “Satchel” Paige

Pubblicato da fuoricampo su 30 Dicembre 2008

La migliore squadra statunitense nel 1935  probabilmente non appartenne alla Major League…

LeRoy "Satchel" Paige

LeRoy "Satchel" Paige

(136gt) Si chiamava Neil O. Churchill e vendeva automobili. E possedeva anche un hotel. E molti anni dopo diventò anche sindaco della sua città: Bismarck, North Dakota. Era stato un giocatore semiprofessionista molto valido nel ruolo di catcher e nel 1926 era diventato il team manager degli allora Bismarck Grays. Sette anni dopo, nel 1933, ne diventò il padrone e cambiò il nome in Bismarck Churchills. Una volta assunti i pieni poteri Neil Churchill pensò a potenziare notevolmente la squadra a cui voleva far fare molta ma molta strada. Ma come fare? Quali giocatori contattare? Churchill si ricordò del suo buon amico Abe Saperstein, padrone e coach degli Harlem Globetrotters di pallacanestro, che aveva legami ovunque nelle Negro Leagues di baseball. Churchill ne aveva infatti abbastanza dello strapotere nel baseball statale della squadra rivale della cittadina di Jamestown che proprio in quel 1933 contrattò il tremendo mancino di colore Barney Brown che ogni volta che giocava contro Bismarck vinceva praticamente da solo le partite. Era ora di riuscire ad avere la meglio sui Jamestown Red Sox. Punto. Con l’aiuto di Saperstein, Churchill riuscì ad acquisire i servigi di alcuni eccezionali giocatori delle Negro Leagues: Roosevelt Davis arrivò nientemeno che dai Pittsburgh Crawfords. Poi giunse Red Haley (interbase dai Memphis Red Sox) nonché il promettente catcher Quincy Trouppe (Chicago American Giants). La paga media variava dai 100 ai 200 dollari al mese ed inoltre i giocatori godevano di vitto ed alloggio gratuito nell’hotel di proprietà di Churchill. Anche un paio di giocatori di pelle bianca facevano parte di quella squadra: Mike Goetz, seconda base, e Bob McCarney, terza base. Già in quel 1933 Churchill riuscì ad ingaggiare Satchel Paige. Sì, sì proprio lui. “Verrà a giocare a Bismarck?” domandò Churchill a Saperstein. “Se lo paghi bene verrà, eccome”. Ed infatti Paige ai primi di agosto di quell’anno firmò il contratto giocando fino al termine della stagione 9 gare di cui 7 vinte e due che furono vinte dai suoi compagni del bullpen. In vista dell’accordo verbale con Paige per il suo ritorno nel 1934, Churchill aggiunse tremila sedie dentro allo stadio e migliorò un pò in tutto quell’arena, decisamente meglio di qualsiasi ball park della Major League di allora ad eccezione dello Schieb Park di Philadelphia.

Ma arrivato il 1934 ben tre sorprese attendevano Churchill: 1) Paige non tornò; 2) il club del New Rockford ingaggiò Roosevelt Davies pagandolo di più dei Churchills; 3) i Chicago American Giants per non perdere i servigi del loro lanciatore Sug Cornelius (accordatosi con Bismarck nel frattempo) riuscirono a fare arrestare quest’ultimo per violazione contrattuale: meglio non giocasse del tutto piuttosto che andare a Bismarck! Churchill attutì bene queste cadute non perdendosi d’animo: acquisì i lanciatori Barney Morris e Lefty Vincent, il prima base Walter “Beef” Ringhofer, il terza base Joe “Dago” Desiderato e l’esterno Mike Canizzo. Inoltre furono trattenuti anche i giocatori dell’anno precedente. Al termine di quel 1934 il record dei Bismarck Churchills fu di 61 vinte e solo 18 sconfitte ma non è chiaro se vinsero il titolo o se invece i Jamestown Red Sox li beffarono. Di sicurò però il signor Churchill pensava che si potessero migliorare i risultati…incredibile forse, ma vero. Pertanto le sgradevoli sorprese del 1934 non si sarebbero più dovute riproporre per l’anno a venire. Intanto, per incominciare, Satchel Paige fece ritorno e questa volta non tradì la parola data a Churchill. Poi arrivarono due sluggers del calibro di Vernon “Moose” Johnson e Charlie Bates dalla Western League. Arrivò anche il giovane e promettente interbase Axel “Al” Leary dal club Great Falls (Montana) ma quando tutto sembrava funzionare a gonfie vele il gomito di Barney Morris incominciò a dargli problemi.

I Bismarch Churchills del 1935. Accosciato al centro Neil O. Churchill

I Bismarck Churchills del 1935. Accosciato al centro Neil O. Churchill

A questo punto Churchill firmò il lanciatore e ricevitore Ted “Double-Duty” Radcliffe e l’esterno centro Danny Oberholzer due delle stelle dei Jamestown dell’anno prima. E dopo la sfida contro i Kansas City Monarchs il loro lanciatore, Hilton Smith, decise di fermarsi anche lui a Bismarck. Con una rotation del genere Bismarck vinse 28 delle 29 partite disputate! E cosa di meglio che dimostrare all’intera nazione la forza della propria squadra semi-professionistica se non partecipare al primo Campionato Nazionale Semi Professionistico organizzato dal giornalista Raymond “Hap” Dumont? Costui invitò le migliori squadre semipro della nazione ed in vista dell’evento Bismarck mise sotto contratto il lanciatore Chet Brewer e l’esterno centro Ed Hendee. L’esordio di Bismarck nel torneo nazionale avvenne il 15 agosto 1935 quando Satchel Paige affrontò le pericolose mazze dei Monroe Monarchs (Louisiana) che rimasero in vantaggio 3-2 fino all’inizio della 7^ ripresa prima che Bismarck segnasse 4 corse ribaltando lo score. La seconda partita fu vinta contro i padroni di casa, i Wichita Waterworks.  Il quinto incontro oppose Bismarck alla squadra con il migliore attacco in quel torneo gli Halliburton Cementers di Duncan (Oklahoma) che fino a quel momento avevano totalizzato 13 punti di media segnati in ogni gara. Sedici strikeouts di Paige permisero ai suoi colori di vincere 3-1. E dopo avere risoltò una formalità nella sesta partita, i Churchills si ritrovarono di fronte agli Halliburton Cementers per la finalissima. Bismarck giocò la finale senza il proprio bombardiere “Moose” Johnson che la sera prima si era ubriacato e che era stato rinvenuto disteso su di un marciapiede di Wichita senza alcuna forza per alzarsi e camminare. Ma Paige era…Paige e Bismarck vinse di nuovo: 5-2 ed il titolo nazionale fu dei Churchills!!! E così nel giro di sole tre stagioni Neil O. Churchill era riuscito ad operare un mezzo miracolo. Nessuno voleva avere a che fare con i giocatori delle Negro Leagues ma Churchill credette in loro. Infatti nel Nord Dakota le squadre semiprofessionistche utilizzavano tre categorie di giocatori invisi alla Major League e cioè: 1) giocatori di colore; 2) coloro che erano stati messi al bando dalle leghe professionistiche; 3) quelli che avevano ricorrenti problemi di alcoolismo. La maggior parte dei giocatori di Bismarck ritornò in questo club nel 1936 ma senza Paige le cose cambiarono parecchio. I Churchills tornarono a Wichita per la seconda edizione del Campionato Nazionale Semi Professionistico vincendo le prime cinque partite ma perdendo dagli Halliburton la finalissima causa l’ubriachezza del proprio lanciatore incapace di fermare le fastidiose mazze dell’Oklahoma. Alla fine del 1936 Neil O. Churchill tornò a tempo pieno alle sue attività di commercio auto e gestione del Prince Hotel e tre anni dopo, 1939, venne eletto sindaco di Bismarck.

Lo straordinario cammino dei Bismarck Churchills nel National Semipro Championship del 1935 tenutosi a Wichita (Kansas):

3-2 Monroe Monarchs (Louisiana)
8-4 Wichita Waterworks (Kansas)
4-1 United Fuel of Denver (Colorado)
7-1 Shelby (North Carolina)
3-1 Halliburton Cementers of Duncan (Oklahoma)
15-6 Omaha V-8s (Nebraska)
5-2 Halliburton Cementers of Duncan (Oklahoma) FINALE

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Ringraziamo per il contributo Curt e Jan Eriksmoen i cui articoli sui Bismarck Churchills sono apparsi sul quotidiano The Bismarck Tribune del 14 e del 21 gennaio 2007…

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