
Johnny Podres
(57gt) E venne il giorno di Gara 7. E’ indubbio che buona parte degli appassionati di baseball avessero sognato un epilogo di questo genere ovvero il raggiungimento della sfida decisiva. Dove tutto si sarebbe giocato in sole nove riprese (salvo gli eventuali extra-innings, ovviamente) in cui chiunque avesse potuto dare di più l’avrebbe dovuto fare. L’alternativa sarebbe stata la vittoria dell’altra squadra ed il titolo di World Champions dirigersi altrove.
Per la sfida decisiva Alston scelse il vincitore di Gara 3, Johnny Podres, quale lanciatore partente mentre Stengel si affidò al vincitore di gara 2, Tommy Byrne. La grande novità comunque venne dal rimescolamento dei line-up. Nel senso che Brooklyn apportò due modifiche laddove New York mantenne gli stessi otto giocatori schierati il giorno prima in Gara 6. Alston tolse Jackie Robinson e Sandy Amoros, rispettivamente settimo ed ottavo in battuta, inserendo Don Hoak (3^ base) come settimo battitore e Don Zimmer (2^ base) all’ottavo posto. E James Gilliam, il lead-off, venne spostato ad esterno sinistro. Con queste variazioni i 62.465 spettatori presenti accolsero le due squadre che alle ore 12.59 udirono il “play ball” dalla voce dell’arbitro di casa base Jim Honochick.
La posta in palio era a dir poco altissima e le due compagini iniziarono in maniera guardinga. Nelle prime tre riprese non accadde praticamente nulla: Brooklyn ottenne solo due basi per balls mentre New York mise a segno 3 valide che però non portarono alcun frutto pratico. L’attentissima difesa dei Dodgers fu infatti lesta nell’eliminare le fatue velleità degli Yankees.
Il quarto attacco di Brooklyn iniziò in maniera solita per quel giorno con Duke Snider che fu eliminato al piatto da Byrne: strikeout. Il battitore seguente però, Roy Campanella, azzeccò la prima valida per i suoi colori con un doppio che si infilò tra l’interbase e la terza base. Brooklyn aveva dato segnale di esistenza. All’apparizione seguente Furillo fu eliminato con una rimbalzante ma Campanella giunse salvo in terza base. Con due eliminati toccò a quel punto a Hodges presentarsi davanti a Byrne. Il prima base con encomiabile freddezza riuscì ad imbroccare un singolo che sparò nella stessa zona del precedente doppio di Campanella. E quest’ultimo corse a casa per l’improvviso, quanto inaspettato, vantaggio ospite: Brooklyn 1 New York 0.

Stemma celebrativo del trionfo del 1955
Il lavoro di Podres sul mound continuò a dare gli effetti sperati dalla squadra: il 4° ed il 5° attacco degli Yankees non guadagnarono nulla se non un doppio di Berra che rimase senza alcun frutto.
E così al termine del 5° inning il tabellone indicò: Brooklyn 2 valide ed 1 corsa; New York 4 valide e 0 corse.
Si era entrati nella seconda parte della partita e sebbene gli ospiti conducessero solo per un punticino, non si vedeva esattamente come i Bronx Bombers potessero riuscire ad avere la meglio di un Podres dominante sulla montagnola.
La parte alta del 6° inning vide inziare Pee Wee Reese per Brooklyn. Il quale sparò un singolo nel mezzo del campo. Arrivò a casa base a quel punto Duke Snider che con un bunt maldestro spinse in seconda base Reese. Il lancio goffo di Byrne in prima a Skowron permise addirittura, su errore, a Snider di arrivare salvo.
Zero eliminati e due uomini in base.
Il terzo battitore a presentarsi fu il potente Roy Campanella che effettuò un ottimo bunt di sacrificio forzando la corsa dei suoi due compagni che giunsero salvi: Reese in terza e Snider in seconda.
Un eliminato e due uomini in base di cui uno in posizione di marcatura.
Dal dugout giunse la chiamata di Stengel di concedere intenzionalmente la prima base a Carl Furillo: Byrne naturalmente ubbidì e le basi furono caricate.
Si stava decidendo l’inning e, forse, l’esito dell’intera sfida.
Prima dell’arrivo sul piatto di casa base del quinto battitore, Gil Hodges, i padroni di casa sostituirono Byrne con Robert Grim. Era quindi quest’ultimo il lanciatore su cui gli Yankees riponevano la speranza di un doppio gioco con cui zittire le mazze, e le speranze, di Brooklyn in quel fatidico 6° inning.
Ma purtroppo per New York il buon Gil Hodges fucilò una volata di sacrificio nel mezzo del prato esterno spingendo a casa Reese che così fece entrare la seconda corsa per Brooklyn: 2-0.

“Questo è il Prossimo Anno!” titola il Daily News di New York celebrando il trionfo dei Dodgers…
Sull’attacco casalingo seguente Alston fece entrare Sandy Amoros ad esterno sinistro mentre James Gilliam in seconda base prese il posto di George Shuba che nel fatidico 6° attacco dei Dodgers aveva battuto al posto di Don Zimmer. La valida di McDougald però non ottenne ulteriori sviluppi anche perché la volata di sacrificio di Berra diventò un famosissimo doppio gioco immortalato anche dalle immagini televisive di allora. Amoros ad esterno sinistro colse al volo nel guantone la pallina battuta da Berra dopodiché fucilò a Reese il quale assistette Hodges in prima base per l’out di McDougald.
La partita stava avvicinandosi lentamente all’epilogo e le risorse dei Bronx Bombers incominciavano davvero a diventare esigue. Nella parte bassa dell’8° inning, con un eliminato, il singolo di McDougald spinse Rizzuto in terza base ma Berra e Bauer vennero velocemente eliminati: sempre 2-0 per Brooklyn mentre ci si accingeva a disputare il 9° ed ultimo (?) inning.
Nella 9^ entrata Brooklyn partì subito male: un pop di Hodges in territorio di foul lo vide immeditamente eliminato. Hoak però ottenne un singolo e Amoros ottenne una base per balls. Sembrava una ripresa che potesse portare ulteriori novità a Brooklyn ma Podres e Gilliam vennero eliminati chiudendo con un nulla di fatto.
Mancava solo il 9° attacco dei Bronx Bombers.
Avrebbero cercato il tutto per tutto: non esistevano più possibilità se non quella di mettere subito a segno due corse, se non almeno tre, per evitare di passare alla storia come coloro contro i quali i Dodgers avevano vinto per la prima volta le World Series. E questo gli Yankees non erano disposti ad accettarlo.
Al piatto si presentò Skowron che colpì una rimbalzante venendo subito estromesso dall’assistenza di Podres in 1^ base a Hodges. Un demoralizzato Cerv sparò un campanile sulla sinistra venendo anche lui subito eliminato. Rimaneva Elston Howard, il sensazionale battitore di colore. Howard picchiò una buona rimbalzante ma destino volle che arrivasse dritta nel guantone dell’interbase Pee Wee Reese.
Chissà davvero in quella frazione di secondo cosa pensò Reese. O forse non pensò nulla. O tutto.
Ad ogni buon conto Reese caricò una cannonata verso la 1^ base dove fu ricevuta dal guantone di Hodges per l’out finale.
Brooklyn aveva vinto le World Series: erano le ore 15.43 di martedì 4 ottobre 1955.

ore 15.43 di martedì 4 ottobre 1955: Roy Campanella abbraccia Johnny Podres mentre accorre anche Don Hoak. I DODGERS SONO CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!
La maledizione era quindi terminata e tutto il suo popolo, racchiuso in quel quartiere, finalmente avrebbe potuto gioire senza più limiti.
La squadra “del prossimo anno” era diventata quella di “quell’anno”.
Ed il pubblico dello Yankee Stadium fu zittito ed in buona parte si svuotò rapidamente.
La felicità si impossessò di tutto il gruppo e le immagini televisive ci mostrano addirittura Duke Snider mentre vestito e con una bombetta in testa fa la doccia raggiante.
Ancora non potevano crederci.
Vincente fu Podres (1-0) che disputò tutte e nove le riprese proprio come in Gara 3, mentre perdente fu il trentacinquenne mancino Byrne (1-1).
Migliore battitore: McDougald 3 su 4 (l’unico che ottenne più di una valida quel giorno).
Brooklyn -000 101 000 -2 5 0
New York -000 000 000 -0 8 1
“Per cortesia non interrompete, infatti non avete mai letto questa notizia prima di oggi: i Brooklyn Dodgers hanno vinto le World Series. Ve lo garantisco…”
Shirley Povich “Washington Post” mercoledì 5 ottobre 1955